Classi sociali e comportamento elettorale – QRS

E’ in uscita il nuovo numero di Quaderni di Ricerca Sociale (4/2010) dedicato a Classi Sociali e Comportamento Elettorale.
Quello del comportamento elettorale degli individui e dei gruppi costituisce uno dei terreni centrali intorno al quale effettuare alcune verifiche empiriche e teoriche riguardo al discorso pubblico sulle classi sociali. Il voto operaio, in particolare, rappresenta una cartina di tornasole in grado di rilevare, specie a sinistra, il profilo e la composizione del suo insediamento; della sua rappresentatività sociale.
La classe sociale viene tradizionalmente ritenuta il maggiore fattore determinante nella scelta di voto degli elettori. L’evidenza empirica degli ultimi anni a livello comparato registrerebbe invece una tendenza al declino di questo nesso (class dealignment). In sostanza gli operai voterebbero sempre di meno per i partiti di centrosinistra, orientandosi in misura sempre più consistente per le formazioni del centrodestrae – soprattutto – della destra neo-populistasciovinistaxenofoba.
Dopo avervi dedicato un’altra monografia (n. 4/2006), i QRS tornano ad approfondire questo tema cruciale: quello delle relazioni fra elettori, classi sociali, partiti e sindacati. Ne trattano, con particolare ricchezza di dati e analisi, alcuni fra i maggiori studiosi italiani e non solo di questi temi.
Dai contributi di CarrieriFeltrin emerge innanzitutto un quadro tutt’altro che univoco e unidirezionale, rispetto al quale il declino del voto operaio per il centrosinistra è sì una tendenza in atto, e non solo in Italia (alla stregua di quello inerente a sindacalizzazione e conflitti), ma in una cornice fluttuante nella quale fattori strutturali e contingenti si intrecciano in un rapporto problematico e non deterministico. A complicare il quadro concorre infatti la stessa concettualizzazione di classe sociale nonché il mutamento, oltre che della domanda politica di rappresentanza, dell’offerta rappresentata dai partiti politici.
Pessato, della SWG, esamina il comportamento di voto di classi e gruppi sociali nell’arco delle ultime tornate elettorali. Biorcio, fra i più assidui studiosi del fenomeno leghista in Italia, ripercorre le tappe ideologiche ed elettorali che hanno suggellato l’insediamento della Lega fra i ceti operai del nordindustrializzato. Una “mobilitazione dei penultimi contro gli ultimi” (gli immigrati) su istanze securitarie e culturalmente regressive, fortemente territorializzate e sapientemente alimentate dall’imprenditoria politica della nuova destra populista. Feltrin, dopo avere rilevato le contrastanti letture che già sul piano empirico e demoscopico emergono fra gli studiosi, analizza il comportamento elettorale degli iscritti ai sindacati. Ne emerge una maggioranza per il centrosinistra, fortemente sospinta dall’80% di consensi di origine Cgil, laddove in Cisl e Uil gli orientamenti di voto si dividono in parti uguali fra i due schieramenti.HymanMcCormick offrono una preziosa panoramica sulle tendenze che in Europa hanno storicamente segnato i rapporti fra sindacati e partiti politici, laddove altri ragionano sui cambiamenti del legame fra lavoro e rappresentanza politica, negli scenari della globalizzazione e del post-fordismo (Beretta) e, in Italia, della Seconda Repubblica (Prospero).
Il numero contiene altri contributi, come quello di Accornero sulla necessità di mantenere vivo il profilo industriale dell’economia italiana, o quello di due grandi studiosi austriaci, TraxlerBrandl, sulle tendenze del conflitto industriale in Occidente, con particolare riguardo al caso italiano.
Alla voce Tendenze concorrono tre saggi: quello di Paladini su crisi, debito e crescita nei paesi dell’euro; quello del giuslavorista Verrecchia sui nuovi diritti di informazione e consultazione alla luce dei più recenti interventi indotti dal legislatore europeo; quello del sociologo Bruno, sulle vite precarie, attraverso un’inchiesta fra i giovani condotta nel territorio etneo. Un saggio di Montali ripercorre analiticamente le origini dell’Unità d’Italia nel 150° anniversario, mentre Missaglia si occupa della politica scolastica del ministro Gelmini.

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