CFP: Sociologia del Lavoro

DSCN2337Call for papers OLTRE L’EMPLOYABILITY: POLITICHE A SOSTEGNO DELLE TRANSIZIONI GIOVANILI TRA FORMAZIONE E LAVORO Sociologia del Lavoro – Special Issue (2/2015) a cura di Lavinia Bifulco, Carlotta Mozzana

Deadline for abstract submission: 1/11/2014

1. Finalità Obiettivo di questa call è la redazione di una Special Issue della rivista Sociologia del Lavoro dedicata alle politiche e alle pratiche locali a sostegno delle transizioni giovanili scuola/formazione/lavoro in Italia e in Europa. L’intenzione è, in particolare, promuovere la discussione critica sulle prospettive dell’attivazione e dell’employability e approfondire esperienze e possibilità di approcci alternativi.

2. Campi di analisi I campi di analisi principali interessati dalla call sono i seguenti:

a) Employability e attivazione: limiti e alternative, con riferimento specifico alle transizioni giovanili Dopo aver dominato l’agenda europea delle politiche per il lavoro negli ultimi decenni, le strategie dell’attivazione e dell’employability sono oggi messe in questione per diversi fattori che a titolo introduttivo possono essere così sintetizzati: – E’ diventato evidente che i welfare nazionali che meglio corrispondono all’obiettivo di una crescita sostenibile e inclusiva (fissato nell’ambito della strategia Europa 2020) sono quelli che affiancano i diritti di protezione e la promozione dell’uguaglianza alle misure per il lavoro e la formazione. Le politiche dell’attivazione danno comunque segnali di una maggiore attenzione alle responsabilità che imprese e datori di lavoro hanno rispetto al problema dell’occupazione. Ciò è dovuto, fra l’altro, alla manifesta incapacità di queste politiche di reinserire i disoccupati più vulnerabili. – In ambito europeo ha acquisito centralità l’esigenza di sostenere l’economia basata sulla conoscenza attraverso una forza lavoro qualificata, in grado di adattarsi alle continue evoluzioni dell’economia ma allo stesso tempo di alimentarle a sua volta. Programmi come il Pacchetto per l’occupazione giovanile, l’Iniziativa per l’occupazione Giovanile e la Garanzia per i giovani, oltre alle iniziative messe in atto per il coordinamento delle politiche nazionali dell’istruzione e della formazione, testimoniano il tentativo di accrescere le opportunità formative e lavorative dei giovani ponendo attenzione alla creazione di lavori di qualità, discostandosi perciò dall’idea che ‘qualsiasi lavoro’ sia buono. Dalla prospettiva di un welfare abilitante, orientato a promuovere le libertà sostantive dei cittadini, sono decisive politiche del lavoro in grado di corrispondere alle esigenze di un’economia in continuo cambiamento e di una società individualizzata accrescendo, e non invece impoverendo, le opportunità effettive di autonomia delle persone. – Hanno guadagnato spazio, in particolare nell’ambito di programmi regionali e locali, orientamenti volti ad accrescere le opportunità per i giovani di prendere parte attivamente e consapevolmente ai propri percorsi formativi, lavorativi e più in generale alla società, attraverso lo sviluppo di capabilities (o capacitazioni) e di voice.

b) Territorializzazione In prima battuta la territorializzazione rimanda al ruolo assunto dai governi e dagli attori locali nelle decisioni relative al ben-essere di cittadini e comunità. Un ruolo che va collocato nelle geometrie mobili della governance disegnate e ridisegnate nell’ambito delle dinamiche di rescaling. Il riferimento territoriale, però, significa anche un modo specifico di concepire, programmare e realizzare servizi e politiche, cioè una ridefinizione degli approcci e degli strumenti dell’azione pubblica. Il territorio, infatti, è la chiave di volta per una ricalibratura delle politiche che prova a soddisfare esigenze divenute centrali, quali: commisurare servizi e interventi ai bisogni e alle risorse specifiche di una collettività; prendere in conto l’interdipendenza fra i fattori da cui dipende il ben-essere (l’abitazione, il lavoro, l’accesso ai servizi sanitari, ecc); mobilizzare e coordinare più livelli, attori e responsabilità; riconoscere il ruolo attivo di destinatari e cittadini nelle politiche; mettere a frutto e alimentare i potenziali cooperativi locali.

c) Le basi informative delle politiche. Come diversi filoni analitici hanno messo in evidenza, le politiche hanno una densità culturale, normativa e cognitiva: incorporano categorizzazioni, interpretazioni causali e normative, opzioni di valore e valutazioni su ciò che è giusto e ciò che non lo è. Anche le informazioni e i dati sui quali poggiano le politiche sono il risultato di processi cognitivi e normativi, dunque incorporano tacitamente definizioni dei problemi, selezionano ciò che è degno di essere conosciuto oppure no.

3. Gli articoli Il volume sollecita contributi che si concentrino, sul piano della riflessione teorica e dell’analisi empirica, su programmi, approcci e pratiche orientate a superare la prospettiva dell’employability per affermare nuove visioni del welfare, del ruolo delle istituzioni e dei cittadini. In particolare sono benvenuti contributi su:

• Politiche e processi di transizione tra scuola e lavoro analizzati alla luce dell’approccio delle capabilities;

• Territorializzazione: in che modo il rescaling incide sulle politiche e sulle dinamiche di transizione? Quale ruolo dei governi e degli attori locali?

• Basi informative delle politiche: quali basi informative vengono promosse nelle politiche a sostegno della transizione scuola-lavoro? Quali tipi di conoscenza e informazioni sono organizzate e incorporate nelle politiche? Cosa questo produce in termini di categorizzazioni? Con quali effetti sui processi di capacitazione dei giovani e delle istituzioni?

4. Termini di partecipazione. Per partecipare al progetto è necessario inviare una e-mail con il titolo del proprio contributo e un breve abstract (500-1.000 parole, spazi inclusi) e un abstract breve in inglese (1000 caratteri spazi inclusi) entro l’1 novembre 2014 all’indirizzo mail: lavinia.bifulco@unimib.it; carlotta.mozzana@gmail.com.

A seguito della domanda di partecipazione seguirà una e-mail di conferma di accettazione degli abstract entro il 15 novembre 2014.

I paper nella loro versione definitiva devono essere originali (cioè non devono essere già stati pubblicati), non superare le 40.000 battute (spazi inclusi), redatti in lingua italiana o inglese secondo le norme redazionali previste dalla rivista “Sociologia del Lavoro”. Queste sono indicate alla pagina web: http://www.francoangeli.it/riviste/NR/Slnorme. pdf.

I paper dovranno essere inviati entro e non oltre il 2 gennaio 2015. La redazione della rivista non consente ai curatori di ammettere articoli privi di formattazione secondo le norme editoriali. Saggi di lunghezza superiore alle 40000 battute potranno essere accolti solamente in relazione all’effettiva rilevanza delle ricerche e della particolare importanza delle questioni teoriche sollevate.

5. Progetto editoriale. L’iter di selezione dei testi prevede un doppio blind referee effettuato anonimamente. A seguito del processo di revisione dei paper, entro il 15 febbraio 2015, potranno essere richieste modifiche e integrazioni agli articoli accettati, sia rispetto alla formattazione, sia in merito al contenuto dell’esposizione. Al completamento della raccolta dei contributi, il volume monografico collettaneo sarà presentato all’editore della rivista “Sociologia del Lavoro” (entro l’1 aprile 2015) per la pubblicazione. Riferimenti organizzativi. Per inviare gli articoli e per informazioni rivolgersi alle curatrici: Lavinia Bifulco, Dipartimento di Sociologia, Università di Milano-Bicocca, Lavinia.Bifulco@unimib.it Carlotta Mozzana, Dipartimento di Sociologia, Università di Milano-Bicocca, carlotta.mozzana@gmail.com

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