CfP Mondi Migranti “Rifugiati in transito attraverso l’Europa”

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Aperta la call for paper di “Mondi Migranti. Rivista di studi e ricerche sulle migrazioni internazionali”, Numero 1/2016, con una sezione monografica su “Rifugiati in transito attraverso l’Europa”, a cura di Chiara Marchetti e Michele Manocchi.

La sezione monografica del numero 1/2016 intende esplorare la riconfigurazione degli spostamenti in Europa dei rifugiati e i loro percorsi di integrazione. I dati più recenti paiono confermare le lacune e le forti contraddizioni presenti nel sistema italiano di accoglienza.

Tra i Paesi industrializzati l’Italia mostra uno dei più elevati tassi totali di riconoscimento di una qualche forma di protezione e, allo stesso tempo, è in prima linea (non senza polemiche) nella gestione delle periodiche “emergenze” umanitarie, ormai sempre più numerose e sistematiche. Ciò pare indicare una certa volontà di accoglienza e supporto, sostenuta anche dal recente ampliamento dei posti di prima accoglienza all’interno del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR).

Tuttavia, una rilevante porzione dei rifugiati presenti in Italia transita verso altri, più ambiti, Paesi europei. Le testimonianze dei rifugiati, dirette o mediate dal lavoro dei sempre più numerosi ricercatori impegnati su questi temi, mostrano che le loro traiettorie geografiche e le loro aspettative di integrazione spesso riguardano solo tangenzialmente l’Italia, delineando per altro una situazione di ampia elusione delle norme europee, e al tempo stesso la necessità di una loro altrettanto ampia ridefinizione (tra tutte il Regolamento di Dublino). Molte delle politiche in materia messe in atto non hanno come obiettivo principale la volontà di trattenere, supportare e integrare i rifugiati, e ciò è riscontrabile in Italia così come negli altri Paesi europei di forte afflusso. Ad esempio, tra le circa 170.000 persone arrivate in Italia via mare nel corso del 2014, “solo” 64.886 – circa un terzo – hanno presentato domanda di asilo in questo Paese nel corso dello stesso anno (molti di coloro di cui si sono perse le tracce erano cittadini siriani ed eritrei). Dunque, pur in assenza di dati ufficiali esaurienti, il flusso di persone in uscita dall’Italia è elevato, e riguarda non tanto i richiedenti asilo – la cui temporaneità giuridica potrebbe spiegare il tentativo di presentare domande in altri Paesi – quanto i rifugiati. Persone verso le quali l’Italia ha già riconosciuto il proprio dovere di protezione e supporto, e che nonostante questo decidono di lasciare il Paese, provvisoriamente o definitivamente, rischiando di perdere i diritti acquisiti, e guardando all’Italia come al luogo amministrativo nel quale recarsi periodicamente per rinnovare il permesso di soggiorno.

Ciò confermerebbe per l’Italia la nomea di luogo di transito che il nostro Paese pare non riuscire a scrollarsi di dosso, tanto da farci provocatoriamente pensare che l’Italia non sia ancora un Paese per rifugiati.

Questa call for papers nasce per raccogliere saggi, di taglio teorico-metodologico così come di carattere empirico, che affrontino temi in relazione ai transiti, ai movimenti secondari e ai percorsi intrapresi dai rifugiati e dai migranti forzati attraverso l’Europa, e principalmente (ma non esclusivamente):

  • il rapporto tra le caratteristiche del sistema di welfare, del contesto socioeconomico, del sistema di accoglienza e degli strumenti per l’integrazione dedicati a richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, da un lato, e la loro propensione a rimanere sul territorio o ad abbandonarlo, dall’altro;
  • il ruolo delle comunità e delle associazioni (di migranti, autoctone, e transnazionali) nella definizione dei movimenti migratori secondari;
  • le strategie utilizzate da rifugiati e migranti forzati per evitare la marginalità in contesti urbani;
  • le strategie di integrazione che le persone transitate per l’Italia mettono in atto in altri Paesi europei;
  • le rotte e le traiettorie che i rifugiati costruiscono e seguono all’interno dell’Unione Europea, con particolare attenzione ai concetti di linearità e circolarità;
  • i nuovi significati e le nuove pratiche applicate ai confini interni dell’Unione Europea e alle zone in loro prossimità (forme di controllo e disciplinamento, strategie di transito);
  • l’analisi del “sistema Dublino”: centri Dublino, pratiche burocratiche ad esso legate, strategie di resistenza al Regolamento e alle sue implicazioni;
  • le questioni etiche e deontologiche della ricerca, legate ad esempio al possibile svelamento di forme di resistenza e di aggiramento delle norme.

Si invitano gli interessati a inviare i loro saggi e una breve nota biografica entro il 7 settembre 2015.

Come inviare

I testi devono essere inviati tramite la pagina della rivista sul sito dell’editore Franco Angeli; si dovrà seguire la procedura indicata dopo aver digitato il tasto “proporre un articolo”.

Informazioni

Redazione: c/o Centro Studi Medì, via Balbi 16, 16126 Genova (Italy), mondimigranti@gmail.com

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